ITALIAN MOUNTAINS

ALPE TOURRISON

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29 marzo 2017

Nel territorio di Issime/Eischeme, primo paese Walser della valle del Lys o di Gressoney, oltre al più noto vallone di San Grato, posto sulla destra orografica della valle, c'è un vallone semisconosciuto che a mio avviso merita maggior gloria.
Si tratta del vallone di Tourrison, sulla sinistra orografica della valle, proprio di fronte al vallone di San Grato.
E' così poco conosciuto che persino alcuni abitanti di Issime ne hanno scarsa contezza; chi lo immagina oramai selvaggio e abbandonato, chi pensa che baite e alpeggi siano in maggioranza diroccati. Persino una abitante di Seingles, ai piedi del vallone, con la quale ho scambiato qualche parola era convinta che il vallone fosse quasi abbandonato ... ^_^
Le immagini che accompagnano questo articolo dimostrano il contrario. Si tratta di un vallone ancora ben antropizzato, con la maggior parte delle baite e degli alpeggi ristrutturati grazie a una teleferica che dal fondovalle sale fino all'Alpe Tourrison, i prati ben pascolati, la mulattiera in ottime condizioni.
Un luogo dalla bellezza sommessa, raccolta, quasi minimalista, che poi esplode in tutto il suo splendore con i boschi di larici plurisecolari e la magnifica vista sui monti di Issime: il monte Nery, la Becca di Vlou, la Becca del lago, il monte Crabun.


Come spesso accade ad Issime, la parte più difficoltosa dell'escursione è trovare l'inizio della mulattiera; se già non si sa dov'è la palina segnaletica, inevitabile chiedere a qualcuno della zona. Tuttavia per chi mi legge non è necessario: poco prima di giungere al centro del paese di Issime, si incontra un ponte che attraversa il Lys; la strada piega subito "all'indietro", in direzione Seingles inferiore; superato il borgo, dopo un paio di tornanti si incontra la palina segnaletica gialla; c'è anche un piccolo spiazzo per parcheggiare (quota 950).
L'itinerario che propongo in questo articolo è una versione "per famiglie" del vallone di Tourrison; fino all'alpe Tourrison in effetti è possibile giungere senza pericoli anche con l'intera famiglia, purché forniti di calzature adeguate (sempre!).
Dalla palina inizia una mulattiera lastricata tradizionale davvero molto bella, che giunge fino all'antico borgo di Bioley (quota 1127), con la cappella di San Nicola.
Il borgo, un tempo abitato tutto l'anno, ora è in parte ristrutturato; alcuni edifici a più piani non lo sono, ma si tratta di antiche case di abitazione, non di baite o alpeggi, e resta problematico cambiarne la destinazione d'uso.
Superata Bioley la mulattiera si restringe e diventa più simile a tutte quelle di media montagna, ma resta comunque di agevole percorrenza.
Su pendenza medie si raggiungono via via l'alpe Vasir, l'alpe Leiun, l'alpe Crechtatz, l'alpe Tschnnevellji, e infine l'alpe Tourrison (Turrudschu), quota 1648, e il vicino Alpe Tourrison di sopra.


Questo è il punto più panoramico del percorso; volendo si può proseguire su facile sentiero (un po' incerto, per la verità; superato l'ultimo segno giallo posto prima dei resti di una valanga tenersi alti sulla sinistra. Il sentiero passa a fianco di un larice a doppio tronco verticale) fino all'alpe Kredemi (quota 1770), notevole per il paravalanghe tradizionale in ottimo stato.
Nella mezza stagione è bene fermarsi qui; oltre ci si addentra nel vallone vero e proprio, solcato da valanghe; nella bella stagione gli escursionisti (ma non le famiglie) possono proseguire per il colle del Lupo o il colle di Marmontana.
L'aspetto forse più notevole del vallone sono le centinaia di larici plurisecolari che punteggiano i boschi, dapprima misti e poi, avvicinandosi all'alpe Tourrison, sempre più ad essenza unica.
Poi i paesaggi, e sopratutto il silenzio.

Ritorno per il percorso di andata.

Dislivello 820 metri circa
Difficoltà E-
Note: La parte alta del vallone, oltre l'alpe Kredemi, è soggetta a molte valanghe; fino all'alpe Tourrison, invece, nulla da segnalare. Attenti alle vipere.


Mappa satellitare attiva del vallone di Tourrison


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