ITALIAN MOUNTAINS

VALLONE DI MENOUVE

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31 dicembre 2013

Il vallone (comba) di Menouve è uno dei valloni laterali meno noti della valle del Gran San Bernardo; bello d'estate, dominato dal Monte Velan (3731 metri), è stupendo d'inverno; spesso tuttavia la bellezza è accompagnata dal pericolo, e in effetti questo è uno dei valloni più slavinosi dell'intera Valle d'Aosta (non tanto nella zona coperta dall'itinerario descritto da questo post, fatta eccezione per l'ultimo tratto, quanto soprattutto nella zona del colle di Menouve, per non parlare del versante destro della comba).

All'imbocco del vallone c'è un vistoso cartello che segnala la possibilità di slavine "provocate", sopratuttto nella parte alta verso il colle di Menouve. Sul cartello c'è un numero di telefono da contattare prima di avventurarsi nel vallone in situazione di neve alta, per sapere se sono in programma interventi di caduta controllata di slavine: peccato che, limitatamente alla mia esperienza, a quel numero non risponda nessuno. Quindi: entrate nel vallone solo in caso di condizioni atmosferiche adeguate. Nel caso presente c'era una temperatura di -15° già all'imbocco del vallone, quota 1580. Vi lascio immaginare la temperatura in quota. Garanzia comunque di neve fredda e farinosa dove non battuta, gelata dove battuta.

Percorsa la valle del Gran San Bernardo fino a Saint Oyen, poco prima di entrare in paese si prende una strada laterale sulla destra della provinciale, in direzione Prailles. Percorsi alcuni km, si parcheggia l'auto a Prailles dessous (quota 1566), e si percorre la strada poderale, generalmente su pista battuta, ignorando le numerose uscite, vuoi a sinistra, vuoi a destra, e continuando sul percorso principale che percorre il vallone sul versante sinistro, non molto alti sul torrente.

Dopo alcuni km, si raggiunge, poco fuori dal bosco, un punto panoramico dove si trova una palina segnaletica: anche qui continuare dritto.


Percorso ancora poco più di un km, si trova un'altra palina segnaletica, che indica a destra il sentiero per il bivacco di Molline (altra gita, questa volta estiva, di grande fascino, allungabile fino a uno degli alti colli che saparano dalla Svizzera); ignorare questa deviazione e continuare ancora per la poderale, fino a incontrare un primo tornantino.
Da questa palina segnaletica in poi, difficilmente la traccia è battuta, anche in pieno inverno, e si prosegue su neve fresca, spesso molto alta vista l'elevata nevosità della comba.

Dopo alcuni tornantini, suggerisco di abbandonare la poderale (sempre che questa sia ancora visibile, se la neve supera i due metri come in questo caso la si può solo intuire) per salire liberamente il pendio, fino a superare gli ultimi larici: saliti ancora un po' si arriva in un tratto fortemente battuto dal vento, che a volte arriva a liberare tratti di terreno anche in presenza di metri di meve; se così fosse, non è difficile ritrovare la poderale, che dopo aver percorso un ampio tratto sulla sinistra ha di nuovo svoltato a destra). Altrimenti continuare sui campi di neve, voltando leggermente a sinistra, fino a incontrare le costruzioni dell'alpe Tracaoudette (quota 2140 circa), spesso quasi interamente ricoperte di neve.



Questo è a mio avviso il più bel punto panoramico della valle, con tutte le cime proprio di fronte: la punta di Menouve, il grande Monte Velan, e tutte le cime che separano la comba dalla valle di Ollomont.

Dopo l'alpeggio, la poderale prosegue verso destra, in direzione nord/nord-ovest, salendo lentamente fino a Tza Nouva (quota 2428), di fronte al colle di Menouve. Gradualmente la visuale sulle cime si restringe. Da qui in poi inizia un certo pericolo di slavine: valutare le condizioni della neve e gli eventuali accumuli anomali prima di proseguire. La poderale difficilmente è visibile sotto la neve, seguire quindi liberamente il pendio evitando i tratti più ripidi.
Una variazione del percorso, che personalmente sconsiglio, è quella di salire al colle di Menouve, ben visibile di fronte all'alpe sul fianco sinistro della cima di Menouve: non solo per l'ultimo tratto ripido, assai slavinoso, ma proprio perché è uno dei punti nel quale gli operatori agiscono per far cadere valanghe "controllate". E se nessuno vi ha risposto al telefono ...

Ritorno per il percorso di salita, con libere variazioni nel tratto più alto fino a re-incontrare la poderale.

Dislivello 900 metri circa
Difficoltà E
NOTE: Il percorso, se su neve alta, va affrontato in presenza di adeguate condizioni meteo (tendenzialmente con temperature molto inferiori allo zero), soprattutto se si decide di salire fino al colle di Menouve, cosa che personalmente sconsiglio se non si è riusciti a contattare il numero di telefono dell'info slavine controllate.
Indispensabili le ciaspole e gli scarponi alti impermeabili, utili ma non indispensabili i ramponcini.

Mappa satellitare attiva della comba di Menuove, con la poderale che sale all'alpe Tza Nouva





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