
COLLE DELLA BARMA DI OROPA
4 ottobre 2015
La Riserva naturale del monte Mars è a mio avviso uno degli angoli più suggestivi delle intere Alpi occidentali; in questo post descrivo l'itinerario per il Colle della Barma salendo da Pillaz, comune di Fontainemore, valle di Gressoney.
Superato da circa mezzo chilometro il ponte sul fiume Lys a Fontainemore, si svolta a destra e si supera un altro ponte, in direzione Pillaz (quota 1245), che si raggiunge dopo circa 5 chilometri.
A Pillaz c'è un piccolo parcheggio, ma volendo si può proseguire ancora per alcune centinaia di metri fino al segnale di divieto di transito, posto circa a quota 1300 metri. Normalmente è possibile parcheggiare a fianco della poderale, ma gli spazi sono pochi.
Si imbocca la poderale che percorre il vallone di Vargno (vargno in patois è l'abete bianco, qui presente), con un primo tratto (breve) su asfalto in mezzo a un bosco di latifoglie di recente formazione, non molto attraente, che tuttavia lascia dapprima il posto a un bosco di latifoglie punteggiato da larici secolari e poi, superato il bivio per Pian de Coumarial (che si ignora) a una foresta di conifere ad essenze miste davvero suggestiva, a monte della strada.
Vista l'asprezza del pendio questa foresta (è il termine giusto, non credo sia mai stata toccata da mani umane in questo tratto) è sicuramente uno dei pochi lembi rimasti della foresta primordiale che ricopriva millenni fa le valli e anche gran parte delle pianure pedemontane. E' quasi impenetrabile, e questo l'ha preservata, ma la sua bellezza selvaggia è visibile anche dalla strada. Alcuni scorci sono impagabili.
A quota 1650 circa si supera un ponte sul torrente e poco dopo si raggiungono le due paline segnaletiche, poste a breve distanza dall'alpe Mattà, che segnalano l'inizio della mulattiera per il colle della Barma.
La mulattiera, per lunghi tratti lastricata come è abitudine nella valle di Gressoney, è parte del percorso seguito dai pellegrini che ogni anno si recano al santuario di Oropa, superando appunto il colle della Barma e scendendo l'altro versante che conduce al santuario. Il rito del pellegrinaggio resiste anche in questi nostri tempi poco propensi alle devozioni.
Risalita la prima parte del sentiero, davvero bella e ben tenuta, passando a fianco delle baite di Vargno, da un paio d'anni si finisce con l'incrociare una strada poderale che taglia entrambi i versanti del vallone; da montanaro capisco la sua necessità per alleggerire la dura vita dei margari, ma certo che la presenza accanto alle baite (baite, non alpeggi) di grossi fuoristrada è un notevole pugno allo stomaco.
Si prosegue sempre su mulattiera lastricata, superando una pietraia che in inverno, su neve alta specialmente se gelata, costituisce a mio avviso il tratto più pericoloso del percorso; in estate e autunno, tuttavia, il sentiero lastricato, pur se a tratti percorso da acque correnti, non presenta rischi. La vista sulla diga e sul lago artificiale Vargno è notevole.
Superato il primo "gradino" si raggiunge un alpeggio che sovrasta il bellissimo pianoro umido (a quota 1900 circa) che ospita in particolare il Lago Lungo (Lé Lounc); un luogo incantato, sia d'estate che in inverno, ma che dà il meglio di sé in autunno quando i colori costituiscono una tavolozza quasi infinita.
Il sentiero prosegue biforcandosi; si tiene la sinistra e si sale accanto a una grande formazione rocciosa superando un secondo "gradino", fino a raggiungere il pianoro che ospita i laghi della Barma.
Il sentiero prosegue sul fianco sinistro del lago piccolo, ma suggerisco invece di deviare verso destra scendendo al lago grande; il lago è bellissimo, in uno scenario di notevole suggestione, e dalle sue rive la vista sul monte Mars è di grande bellezza.
Risaliti rapidamente alle costruzioni della Barma, si riprende il sentiero che dopo poco si inoltra in una grande pietraia. Qui l'opera e la fatica di tante mani si avverte con chiarezza; la devozione, secoli fa molto più forte di adesso, che portava pellegrini di ogni età, e di ogni condizione di salute, a percorrere questo cammino per raggiungere il Santuario di Oropa ha fatto sì che intere generazioni hanno lavorato per rendere il cammino più agevole, il passo più sicuro, ed eliminare ogni pericolo; la pietraia viene superata da tratti con vere e proprie scalinate di roccia grezza, in altri punti le rocce montonate, scivolose in caso di pioggia, sono state incise da mani previdenti.
Durante quest'ultimo tratto di salita, prima di giungere al colle, la vista si fa ampia, spazia liberamente sul vallone fino a raggiungere i monti del versante ovest della valle di Gressoney: la Becca di Vlou con i suoi due scudieri Voghel e Torché, le adiacenti Becca del lago e Monte Crabun, e infine, verso nord, la mole del monte Nery (o Becca Frudiera, come lo chiamano gli abitanti dell'altro versante).
Il colle della Barma è posto a quota 2261 metri, ed è assai frequentato soprattutto da escursionisti che salgono il versante opposto, da Oropa; mi permetto tuttavia di suggerire il versante dalla valle di Gressoney che percorre la Riserva naturale, luogo di straordinaria bellezza che le foto della mia gallery possono solo suggerire.
Difficoltà E
Note: Consiglio di calzare scarpe totalmente impermeabili, considerato che vari tratti del sentiero sono percorsi da acqua corrente
Mappa satellitare attiva della Riserva naturale del monte Mars
usare il cursore alla base della foto per scorrere l'intera immagine.
In alcuni browser compare una lente, da usare per ingrandire l'immagine a piena finestra.
usare il cursore alla base della foto per scorrere l'intera immagine.
In alcuni browser compare una lente, da usare per ingrandire l'immagine a piena finestra.
Home
Escursioni
Mappa interattiva
Panorami a 360° in realtà virtuale
Panoramix
Le escursioni che preferisco
2017
2016
2015
2014
2013
2012
Ariel
L'attrezzatura
La fotocamera
Gli strumenti per le mie escursioni: fotocamera, scarpe estive e invernali (alte e basse), ramponi e ramponcini, zaino impermeabile, bastoncini telescopici