
COLLE DI LOO
5 novembre 2015
Escursione autunnale nel vallone di Loo, laterale alla valle di Gressoney in piena zona Walser; uno dei valloni meglio preservati dell'intera Vallée.
Poco prima di Gressoney Saint-Jean si incontra il ponte che attraversa il torrente Lys e collega la provinciale con il borgo di Loamatten.
Se non si vuole occupare un posto nel piccolo parcheggio del borgo, si può lasciare l'auto nell'ampio parcheggio laterale alla provinciale, poco prima del ponte.
Una bella stradina lastricata attraversa l'intero borgo, uno dei più belli della valle, per poi immettersi nella mulattiera che sale verso il vallone di Loo.
Sia il borgo che la mulattiera meritano qualche parola; si tratta di alcune delle migliori espressioni della cultura Walser, cultura che trasuda da ogni pietra delle case, dal "lavatoio" comune (un tempo diffuso anche nella valli piemontesi) al centro del borgo ai passaggi in pietraia della mulattiera, lastricati al meglio per consentire un passaggio agevole anche in condizioni atmosferiche avverse.
La mulattiera si inerpica con pendenze sempre elevate: il dislivello che supera è consistente, ma il tracciato breve per consentire di raggiungere rapidamente i pascoli e gli alpeggi del vallone; le gambe di coloro che la costruirono nei secoli erano ben allenate!
L'intero tratto del percorso da Loamatten fino al bivio (quota 2350 circa) con il colle Lazouney è parte dell'Alta via numero 1.
La mulattiera si dirige verso sud-est, supera un ponte sull'impetuoso torrente di Loo per poi svoltare nettamente verso nord-est, superare brillantemente una grande pietraia e raggiungere un gradevole punto di sosta, con tanto di tavolo e panche.
Il tratto successivo, fino all'ingresso nel vallone vero e proprio, a causa dell'esposizione può diventare pericoloso in caso di gelata; in occasione di questa escursione l'intero tratto, completamente su pietre, era coperto da una patina di ghiaccio assai insidiosa, scioltasi solo nel pomeriggio quando il sole fa capolino in questo tratto del percorso.
Raggiunto il pianoro che segna l'inizio del vallone di Loo, si superano dapprima i ruderi di un alpeggio, si attraversa nuovamente il torrente e si raggiunge l'alpeggio di Loo inferiore.
Il vallone, grazie all'assenza di strade poderali, è del tutto incontaminato: uniche concessioni alla modernità alcune antenne satellitari, e un pannello solare in uno degli alpeggi di Bodma, più avanti nella valle; un luogo antico, assolutamente suggestivo, impreziosito dai bellissimi muri a secco che segnano a tratti il percorso della mulattiera separandola dai pascoli.
Il vallone è molto lungo, le pendenze dolci, i pascoli lussurreggianti in estate per la ricchezza di acque: mi risulta sia una delle zone di produzione della oramai celebre "toma di Gressoney", magnifico formaggio degno concorrente delle migliori fontine.
Dopo un tratto consistente di cammino si raggiungono gli alpeggi di Loo superiore, oggetto in questo periodo di restauri.
A differenza di quanto si legge in alcuni resoconti, il sentiero non termina qui: semplicemente le numerose tracce lasciate dal bestiame lo rendono un poco più difficoltoso da seguire.
In ogni caso il tracciato dell'Alta via supera gli alpeggi a destra, per poi fare un'ampia curva verso sinistra e raggiungere in traverso un piccolo altipiano che ospita una marcita, proprio sotto la piccola mole tondeggiante del monte Kick, l'altura che caratterizza il centro del vallone separandolo in due.
Ci si inerpica poi (forse inerpicarsi è parola eccessiva vista la dolcezza della salita) sul versante destro del Monte Kick, la cui sommità costituisce un bel punto panoramico sulla valle.
Ancora un tratto abbastanza lungo ma con pendenze affatto elevate e si raggiunge il pianoro a quota 2350 circa; l'Alta via curva ora verso destra per raggiungere, con lieve discesa, il grande segnavia in pietra che costituisce il punto di incontro tra l'Alta via numero 1 e la Grande Traversata delle Alpi, che passando dal colle Lazouney supera il Passo del Maccagno, ben visibile sulla sinistra a fianco del Monte Cossarello, per poi scendere nella valle Vogna, laterale alla Valsesia.
In effetti dal segnavia si vedono ben tre colli: il colle Lazouney (quota 2387), sulla destra raggiungibile quasi in piano, il colle di Loo (quota 2480) che segna il termine del vallone, e il Passo del Maccagno (quota 2495) sulla sinistra; in estate è possibile in un'unica escursione raggiungere tutti e tre i colli, ma con presenza di neve e ghiaccio il passo del Maccagno è altamente sconsigliabile eccetto che per veri esperti; si tratta in ogni caso di un colle impegnativo, a mio avviso classificabile come EE anche in estate.
Dal grande segnavia si prosegue in direzione della testata del vallone, piegando leggermente a sinistra per poi raggiungere, su facili pendenze, il colle di Loo.
Dal colle si gode di una vista magnifica in direzione ovest: lo sguardo spazia fino al lontano Monte Bianco e alle Grandes Jorasses; in compenso la vista dall'altro lato del colle è assai ridotta. Sulla destra orografica il Monte Cossarello che domina il vallone, pur essendo più basso delle cime che si incontrano all'inizio del vallone, sempre sulla destra orografica.
Ritorno per il percorso di andata.
Difficoltà E
Note: Il vallone ha una esposizione nord-ovest; la presenza di neve è quindi precoce, abbondante e duratura.
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