ITALIAN MOUNTAINS

CIAMOSSERETTO

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11 agosto 2015

Il vallone di Ciamosseretto è uno dei più importanti del versante sud del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Ospita, a quota 2222, la Casa di caccia di re Vittorio Emanuele II chiamata "Gran Piano", ben ristrutturata.
I due laghi di Ciamosseretto, il lago inferiore o Lago Grande, e il lago superiore o Lago Piccolo, sono una delle mete più interessanti e suggestive della valle dell'Orco.

Inoltre il panorama è dominato dalle due grandi cime del Ciarforon e della Tresenta; il Ciarforon, soprattutto, è una delle cime più belle del massiccio del Gran Paradiso.

Superata Noasca, dopo poche centinaia di metri, prima di immettersi nella galleria, va presa la stradina asfaltata che sulla destra sale alla borgata di Balmarossa: lasciare l'auto al termine dell'asfalto, prima che la strada diventi una poderale sterrata (quota 1300 circa).

All'inizio dello sterrato si lascia la poderale seguendo la mulattiera che porta alle borgate alte di Noasca; a quota 1525 si raggiunge Varda, dove il sentiero si biforca: a sinistra si va verso il vallone del Roc, a destra si sale verso Gran Piano.

La mulattiera dapprima è su fondo pietroso e ben tracciata nel bosco misto; poi, poco prima di raggiungere i pascoli si riduce a un sentiero sterrato: tuttavia è abbastanza ben tracciato, sopratutto per il passaggio frequente dell'allevatore che occupa l'alpeggio di Gran Prà.

Superato il torrente su due ponticelli piuttosto malridotti, si riprende a salire in mezzo alle rocce; dopo un tratto non lungo si incontra la "strada reale", che proviene dal borgo di Sassa nell'attiguo vallone di Noaschetta.

Da qui in poi si segue la strada reale fino a Gran Piano, per interminalbili tornanti con pendenze a volte impercettibili, attraversando più e più volte le pietraie che costellano il pendio. Re Vittorio le percorreva a cavallo, e le pendenze sono state pensate a questo scopo: percorrerle a piedi può diventare davvero estenuante, sopratutto in discesa, ma il pendio non consente scorciatoie.

Poco prima di raggiungere Gran Piano (quota 2222) si comincia a vedere la bella e imponente piramide del Ciarforon, che domina la valle.


Superato Gran Piano, ignorando il sentiero che sulla sinistra si dirige verso il Bivacco Giraudo e il vallone del Roc, si segue la traccia che attraversa il grande prato, e poi si inerpica, sempre più stretta, e superando alcuni rigagnoli, fino alla palina che segnala un bivio: a destra si sale al colle che separa dal vallone di Noaschetta e da lì al bivacco Ivrea, proseguendo dritto si va verso i laghi.
Dopo un breve tratto in leggera discesa si raggiunge un primo pianoro, piuttosto paludoso, con al fondo un'alpe semidiroccata e uno dei "laghetti"; non fatevi ingannare, non sono questi la nostra meta!
Superata l'alpe, si ritrova il sentiero che a tratti coincide con la vecchia strada reale; attraversata una pietraia, dopo un breve strappo si raggiunge l'altopiano del Lago Grande. Seguire nella pietraia la traccia della strada reale, che si dirige in direzione nord-est, fino poi a curvare verso ovest e scendere al Lago Grande di Ciamosseretto (quota 2450).

La vista è splendida, con Ciarforon e Tresenta proprio di fronte, la Torre sulla sinistra; il lago è una vera oasi di pace, di colore azzurro cyan se non è piovuto, azzurro fangoso dopo una recente pioggia, che raccoglie i sedimenti dei pendii sovrastanti.

Superato il lago seguendo la sponda destra, si riprende dopo poco la traccia della strada reale, che sale prima dolcemente, poi a tornantini stretti, verso il Lago Piccolo.

In occasione di questa camminata non ho raggiunto il Lago Piccolo, ma mi sono diretto verso i pendii della Tresenta per osservare e fotografare un bel gruppo di 11 stambecchi. Ho impiegato circa un'ora per farmi accettare, avvicinarmi e passare poi alcune decine di minuti in mezzo a loro, senza disturbare il loro quieto pasto e le loro abitudini. Si tratta di animali poco abituati alla presenza umana, e ancor più per questo è stato davvero emozionante essere accettati e poterli osservare e fotografare da vicino, senza teleobiettivo (non scordate che io viaggio solo con un 18-105).


Ripresa la strada reale, sono sceso per il percorso di salita.

Curioso (si fa per dire) notare che, pur essendo in pieno agosto e con una giornata pressoché perfetta, in tutta la scarpinata di oltre nove ore ho incontrato solo 4 persone: 3 ragazzi inglesi che, ad un bivio, cercavano indicazioni per il bivacco Ivrea nel vallone di Noaschetta, e l'allevatore di Gra Prà, con il suo mulo, che ha appreso con piacere (sopratutto l'allevatore, il mulo non si è espresso ...) che le sue tante mucche pascolavano beate al Lago Grande. Escursionisti italiani? zero. Forse sono una specie in via di estinzione. Non so dire se è un peccato o meno, certo che da qualche anno i sentieri sono particolarmente puliti ... mai neppure una carta di caramella.

Dislivello 1450 metri circa, compresi i saliscendi
Difficoltà EE (E+ fino al Lago Grande, poi il fuorisentiero sui pendii della Tresenta è abbastanza impegnativo)
Note: Il vallone di Ciamosseretto, nonostante la presenza della Casa di caccia Gran Piano, è mediamente poco frequentato, e gli animali sono veramente "selvatici" non vedendo quasi mai presenza umana. L'avvicinamento agli stambecchi senza disturbare il loro pasto è quindi una pratica da lasciare agli esperti, che richiede grande pazienza e quel "tocco" che non tutti hanno e che permette di farsi accettare dal gruppo. Da tenere presente inoltre che i fuori sentiero nel parco sono fortemente sconsigliati, proprio per non disturbare gli animali.


Mappa satellitare attiva della zona del Lago Grande


Vista panoramica della valle dell'Orco, salendo verso Gran Piano
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Vista panoramica del vallone di Ciamosseretto, dal Lago Grande

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