
CHABERTON
30 ottobre 2014
Salita autunnale al monte Chaberton con partenza da Prà Claud, sopra Fenils, dove termina il tratto aperto al traffico dell'ex strada militare di Val Morino (quota 1589). L'intero percorso fino alla vetta segue il tracciato di questa strada, che a tratti è ridotta a sentiero.
Lasciata l'auto nello spiazzo, è necessario prestare attenzione ai cani da pastore lasciati liberi, incroci di maremmano abbastanza aggressivi. Ignorateli.
Il primo lungo tratto è su una sterrata assai ben sistemata, con pendenze generalmente modeste (se si va a piedi; per i ciclisti - lo sono stato anch'io per molti anni - il discorso è un po' diverso ...), all'interno di un bel bosco di larici, che in autunno sono una vera sinfonia di colori.
Superato il punto a quota 2000 dove c'è stata in anni passati una grande frana, assai ben sistemata (poco prima sulla destra inizia il sentiero per il lago di Desertes, che ignoriamo) ci si avvicina abbastanza rapidamente al punto panoramico di quota 2120, attrezzato anche con qualche panca, dove si incontra un bivio; proseguire tenendo la destra. Da qui in poi la qualità del fondo stradale comincia a peggiorare, dapprima lentamente poi in maniera vistosa.
Dopo una serie di tornantini abbastanza ripidi, a quota 2270 la carrareccia svolta nettamente verso sud, iniziando un traverso che porterà in territorio francese e che costituisce l'unico tratto pericoloso del percorso.
Poco prima del celebre passaggio scavato tra le rocce, una frana ha portato giù interamente il sentiero, fortunatamente per un tratto breve. Nel momento in cui sono passato il salto era stato coperto da un'asse, solida ma poggiata sui due lati della frana senza essere fissata; se la situazione non è nel frattempo cambiata, è bene sincerarsi della tenuta della stessa, visto che non ci sono sicurezze: un tratto di corda fissa sarebbe più che necessaria, forse nel frattempo è stata messa.
Superato questo suggestivo traversone, si giunge a Clot des Morts (quota 2450, confine di Stato con la Francia); qui una palina segnala il sentiero che sulla destra sale verso Croix du Vallon; proseguire seguendo la strada militare, che nell'ottobre 2014 era in condizioni pessime ma mi dicono sia stata parzialmente sistemata.
Un'altra serie di tornanti in parte semifranati, tutti gelatissimi quando ci sono passato, con tratti non banali vista la notevole presenza di acque, porta al colle Chaberton (quota 2760).
Dal colle, al quale giunge anche il sentiero che sale da Claviére, la vista spazia sulle alpi francesi, in particolare sui bellissimi gruppi montuosi degli Ècrins.
Salendo a sinistra, la ex strada militare si fa nuovamente agevole, a tratti stretta a tratti abbastanza larga da consentire il passaggio di un fuoristrada: tutta comunque percorribile in bici, se si ha avuto la pazienza di salire fino al colle conducendola a mano per vari tratti. Nel momento in cui sono passato nessuna bici aveva lasciato tracce oltre la frana sopra descritta.
I lunghi tornanti hanno pendenze non elevate (circa 20% in media) e invogliano a gettare continuamente lo sguardo sulla magnificenza del paesaggio, in entrambe le direzioni. Alcune strade tagliavalanghe rovinano un po' i pendii di fronte allo Chaberton, in territorio francese, ma la vista delle cime degli Ècrins e delle altre alpi del Delfinato è impagabile.
La ex strada militare conduce senza sforzo ai 3130 metri di quota dello Chaberton, ovviamente rovinati dalle brutte (direi orrende, parere del tutto personale) architetture militari. Ma è solo il mio parere, so bene che parecchia gente si fa l'intera scarpinata solo per vederle e fotografarle. Personalmente già il vederle mi ha urtato, di foto non se ne parla.
Avendo l'auto a Prà Claud, discesa obbligata per il percorso di salita.
Difficoltà E
Note: La salita in piena estate è priva di difficoltà che non siano il dislivello e la buona lunghezza; nella mezza stagione la quota comporta molti tratti gelati, e presenza di neve ghiacciata sopratutto dopo il colle; indispensabili i ramponcini. Evitare le prodezze di tagliare per la pietraia dopo il colle, ci sono varie tracce (una sola abbastanza stabile) ma si rischia di far cadere pietrame su chi sale; in montagna, a mio avviso, è bene non pensare solo a sè stessi. Si risparmierebbero dieci minuti, ma cui prodest?
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